Capita spesso che arrivino in sanitaria persone con una prescrizione in mano e tanti dubbi: “Che classe scelgo? Che taglia? Quante ore le devo tenere?”. Le calze a compressione graduata sono uno strumento molto utile, ma per funzionare davvero devono essere quelle giuste per la propria situazione. In questa guida rispondiamo, in modo chiaro, alle domande che ci vengono poste più spesso.
A cosa servono e come funzionano
Le calze a compressione graduata esercitano una pressione più forte alla caviglia, che diminuisce gradualmente salendo lungo la gamba. Così aiutano il sangue a risalire verso il cuore, riducono il ristagno nelle vene e contengono il gonfiore.
Nel dettaglio, la pressione esterna restringe il diametro delle vene superficiali, sostiene le valvole e limita il passaggio di liquidi nei tessuti, favorendo il ritorno venoso quando i muscoli del polpaccio si muovono. Per questo possono attenuare pesantezza, dolore e altri sintomi della malattia venosa. Nel linfedema aiutano a mantenere il risultato ottenuto con la terapia specialistica.
Quando indossarle
In genere si mettono al mattino, prima che la gamba si gonfi, e prima di periodi lunghi in piedi o seduti.
Chi lavora molte ore in piedi o alla scrivania, ad esempio, può trarne beneficio durante la giornata. Nei viaggi aerei lunghi possono ridurre il gonfiore e il rischio di piccole trombosi, soprattutto in presenza di fattori di rischio. In situazioni particolari (dopo un intervento, dopo una trombosi, in caso di linfedema o durante la gravidanza) è importante seguire le indicazioni del medico curante.
Chi dovrebbe usarle
Sono indicate per persone con sintomi o disturbi venosi, gonfiore, linfedema, alcune condizioni post-operatorie, gravidanza con sintomi o rischio legato all’immobilità, quando il beneficio supera i possibili rischi.
Chi sta bene e cerca solo un po’ di sollievo può usare modelli a compressione leggera. Le pressioni terapeutiche più alte, invece, non andrebbero scelte da soli: richiedono una valutazione da parte di una persona esperta.

Quando non usarle: le controindicazioni
Le calze a compressione graduata non vanno gestite in autonomia in presenza di alcune condizioni.
Tra queste ci sono, in particolare:
- problemi importanti di circolazione arteriosa;
- scompenso cardiaco instabile;
- perdita di sensibilità dovuta a neuropatia;
- infezioni in corso o ferite non ancora valutate;
- allergia ai materiali.
In questi casi serve prima il parere di una persona esperta. È importante togliere subito la calza e chiedere una valutazione se compaiono dolore che aumenta, intorpidimento, piede freddo, pallore o colorazione bluastra, vesciche o segni che non spariscono.
Come scegliere le calze più adatte
Non esiste una marca “migliore” in assoluto: la calza giusta è quella che ha la pressione adatta al tuo caso, la taglia corretta, la lunghezza necessaria e che riesci a indossare ogni giorno.
Una scelta consapevole tiene conto di alcuni elementi concreti:
- il motivo dell’uso (sintomi, gonfiore, prescrizione);
- la pressione in mmHg e lo standard indicato;
- la lunghezza: gambaletto, calza alla coscia o collant;
- le misure reali della gamba;
- la facilità di vestizione.
Il gambaletto sotto il ginocchio è spesso sufficiente quando il disturbo resta localizzato all’estremità. Si sale alla calza alla coscia o al collant quando il gonfiore o le vene interessate si trovano più in alto.
Classe di compressione e mmHg: cosa significano
La pressione si misura in millimetri di mercurio (mmHg) e si indica alla caviglia. La “classe” raggruppa intervalli di pressione, ma non tutti gli standard coincidono: conviene sempre leggere i mmHg.
A titolo orientativo, secondo lo standard ENV 12718 la classe I corrisponde a 15-21 mmHg, la classe II a 23-32 mmHg e la classe III a 34-46 mmHg (nello standard RAL la classe I è 18-21 mmHg). In generale, le pressioni più leggere si usano per i sintomi lievi, quelle più alte per gonfiore e situazioni più impegnative, sempre dietro valutazione.
Attenzione: i “denari” indicano lo spessore del filato, non la pressione. Due calze con gli stessi denari possono comprimere in modo diverso, perciò la scelta va fatta sui mmHg.

Come prendere le misure e scegliere la taglia
Le misure vanno prese al mattino, quando la gamba è meno gonfia, seguendo la tabella del prodotto scelto.
Per un gambaletto servono almeno:
- la circonferenza della caviglia, nel punto più stretto sopra i malleoli;
- la circonferenza massima del polpaccio;
- la lunghezza fino a circa due dita sotto la piega del ginocchio.
Per le calze alla coscia o i collant servono misure aggiuntive. Un consiglio importante: non riportare la taglia di una marca su un’altra, perché ogni linea ha la propria tabella.
Quante ore tenerle
Non esiste un numero di ore valido per tutti.
Nella gestione quotidiana dei disturbi venosi si indossano spesso dal mattino alla sera, togliendole prima di dormire. Le ore dipendono dal motivo dell’uso, dalla tolleranza e dalle indicazioni ricevute. L’uso notturno è riservato a situazioni particolari, con prodotti dedicati o protocolli specifici.
Come indossarle e toglierle correttamente
Si indossano al mattino, sulla pelle asciutta, inserendo prima piede e tallone e poi distribuendo il tessuto verso l’alto senza tirare dal bordo.
Non devono restare pieghe o bordi arrotolati, e il gambaletto deve finire sotto la piega del ginocchio. Per chi ha artrite, poca forza nelle mani o mobilità ridotta esistono guanti gommati, telai e altri ausili che rendono la vestizione più semplice.

Riposanti, terapeutiche e antitrombo: le differenze
Non sono tutte uguali: cambiano la pressione, l’obiettivo e le persone a cui sono destinate.
Calze riposanti (o contenitive): offrono una compressione leggera, spesso sotto i 15 mmHg, e servono soprattutto al comfort di chi non ha patologie. Non sostituiscono una calza medicale.
Calze terapeutiche: sono dispositivi medici pensati per disturbi venosi o linfatici, con una pressione verificata, e si usano spesso durante il cammino.
Calze antitrombo: sono progettate per persone ricoverate e poco mobili, con caratteristiche e controlli specifici. Non vanno confuse con le calze terapeutiche da usare durante la giornata.
Il nostro supporto in sanitaria
Da De-Lu non ci limitiamo a venderti un paio di calze. Partiamo dalla tua situazione, ti aiutiamo a leggere la prescrizione, prendiamo le misure con cura e ti spieghiamo come indossarle e mantenerle. Se qualcosa richiede una valutazione più approfondita, te lo diciamo con chiarezza. Vieni a trovarci in Sanitaria a Modena o scrivici: troveremo insieme la soluzione più adatta a te.
Fonti:
European Society for Vascular Surgery (ESVS), Clinical Practice Guidelines on Chronic Venous Disease, 2022.
NICE, NG158: Venous thromboembolic diseases; NG89: prevenzione ospedaliera del tromboembolismo.
International consensus statement, Risks and contraindications of medical compression treatment, 2020.
Cochrane Reviews: calze nei voli lunghi; compressione nelle ulcere venose e prevenzione delle recidive.
International Society of Lymphology, Consensus Document, 2023.
ENV 12718 e RAL-GZ 387, riferimenti tecnici per classi, pressione e requisiti delle calze medicali.
